Astrid Mazzola
Tutto ha inizio con un prato immenso, a giugno, ed una moneta lanciata in una fontana. Oppure con una strada di montagna, lungo le cui curve un motorino segue una macchina rossa verso valle. O forse, ancora, con una bambina che, immobile nel proprio letto, ascolta il vento di fine inverno battere contro le tapparelle della camera. Perché il racconto è esattamente come la vita: senza inizio né fine, solcato da delicati fili che collegano ogni cosa ad ogni altra cosa. Così ne
I Senzaombrello non vi è vicenda principale, bensì un intersecarsi di storie.